Prodi: «Bene, ma non del tutto soddisfatti»

BRUXELLES - «Gli obiettivi essenziali indicati dall’Italia per il negoziato sulla riforma del Trattato europeo sono stati raggiunti, ma ciò non significa che ci possiamo dire completamente soddisfatti». Il presidente del Consiglio Romano Prodi è contento a metà dell’accordo raggiunto al termine del vertice Ue sulla riforma del trattato comunitario. «La situazione è ripartita. Gli obiettivi principali sono stati raggiunti – gli ha fatto eco il ministro degli Esteri Massimo D’Alema -. Uscivamo da una crisi drammatica, bisognava uscirne e ne siamo usciti».

FRENATORI - Secondo Prodi l’Europa «esce comunque più forte» dal passaggio del Consiglio europeo. Ma c’è l’amarezza di aver dovuto fronteggiare un gruppetto di «frenatori», capeggiato dalla Gran Bretagna. Londra «ha portato avanti una concezione diversa di Europa, e questo va detto con chiarezza e onestà intellettuale» ha spiegato il premier in una lunga conferenza stampa dicendo non solo di non aver cambiato idea sull’allargamento ma anche di non poter più accettare che vengano frustrate «per troppo tempo le aspettative di quanti desiderano avanzare più velocemente in un determinato settore, formando un’avanguardia di paesi». Il Professore indica la sua ricetta: se necessario si può e si deve pensare a una cooperazione rafforzata, a una sorta di Europa a due velocità, per completare il processo istituzionale.

I PUNTI - I punti irrinunciabili per l’Italia, afferma, sono la presidenza del Consiglio stabile, una figura istituzionale che rappresenti una unica voce dell’ Europa sul piano internazionale, l’estensione del voto a maggioranza qualificata a nuove materie, una personalità giuridica unica. Tra qualche settimana sarà aperta una conferenza intergovernativa e in quella sede il nostro paese «farà valere le sue ragioni e la sua visione». Un concetto confermato dal vicepremier e ministro degli Esteri D’Alema: «Dal 2009, e non dal 2017, avremo istituzioni più forti» e l’Italia ha dato un contributo non irrilevante all’avvio di questo processo», ha detto auspicando la chiusura di un accordo per il nuovo trattato entro ottobre.

23 giugno 2007

Pubblicato in: on Giugno 23, 2007 at 6:39 pm Lascia un Commento

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